3 nov 2013

Sofia Loren, la rivelazione del giudice: «In carcere rischiava di essere aggredita dalle prigioniere politiche»

 Da sei anni ha lasciato la magistratura. Cinzia Simonelli, giudice di sorveglianza a Santa Maria Capua Vetere quando Sophia Loren venne arrestata, oggi si occupa di arte insieme con il marito. La sua associazione Art 1307 attiva tra Napoli e Los Angeles. I ricordi, su quei giorni del 1982, sono per ancora vivi.
Dottoressa Simonelli, che incarico aveva nel maggio del 1982?
Lavoravo al tribunale per la sorveglianza ed ebbi quindi competenza sulla detenzione della signora Loren.
Perch era competente lei?
Era pendente una condanna definitiva a 17 giorni per un reato di evasione fiscale. L’arrivo in Italia, per scontare la pena, era stato concordato. A Roma ci fu l’arresto formale, poi si ritenne che il luogo pi tranquillo per quella detenuta speciale fosse il carcere di Caserta. Sbagliando.
Perch sbagliando?
In quel carcere erano detenute diverse terroriste. Un carcere incandescente. Solo quindici giorni prima, ero stata costretta ad affrontare una protesta. Alcune detenute erano salite sui tetti del carcere, per rivendicare le loro ragioni. In quel contesto, arrivava la signora Loren.
Come gest la detenzione?
Chiesi alla direttrice del carcere di sistemare in isolamento la signora. Una decisione motivata da esigenze di sicurezza. In quel periodo, la Loren era al massimo della notoriet, simbolo di potere, fascino, ricchezza, successo. Una situazione di promiscuit con le detenute politiche poteva diventare occasione di episodi sgraditi, mettendo in pericolo l’incolumit dell’attrice.
Temeva pericoli concreti?
S, chi avrebbe potuto risarcire una violenza, uno sfregio sul volto ad esempio, all’attrice premio Oscar di fama mondiale?.  
Sofia Loren, la rivelazione del giudice: «In carcere rischiava di essere aggredita dalle prigioniere politiche»

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