15 ago 2009

Napoli, 20enne morta e bimba grave Caccia aperta a un pirata della strada

Napoli ed il Vesuvio.Image by Zingaro. I am a gipsy too. via Flickr

I corpi trovati sulla Circonvallazione nei pressi del carcere di Secondigliano
NAPOLI
Una ragazza rom di 20 anni è morta e la sua bimba di sei giorni è in prognosi riservata a Napoli: forse le ha investite un’auto pirata, ma le indagini sono in corso e l’unica certezza sono i loro corpi esanimi ritrovati questa mattina per strada, Circumvallazione esterna, a Napoli. Intorno alle 10.30 i carabinieri sono stati avvertiti da un passante e sono intervenuti: hanno trovato il corpo ormai senza vita di una ragazza rom di 20 anni, sul ciglio della strada, al di là del guard rail che costeggia la Circumvallazione esterna, al chilometro 1,2.

La sua bimba di appena sei giorni, sbalzata dalla carrozzina, era a cento metri di distanza, ancora viva, ma gravissima: l’hanno portata all’ospedale Santobono dove è ricoverata in prognosi riservata. È intervenuta la polizia municipale competente che ha avviato le indagini: «La donna - spiegano - era già morta, la bambina è in prognosi riservata, è stata sbalzata dalla carrozzina e ha fatto un volo di decine di metri. I corpi sono stati trovati sulla Circumvallazione esterna, al chilometro 1,2». Una strada a doppia corsia, vicino al carcere di Secondigliano, alle cui spalle c’è un campo nomadi. Da lì venivano la ragazza e sua figlia, ma «questa mattina - spiega la municipale di Napoli - i familiari non hanno saputo dirci niente, troppa l’emozione, erano sconvolti. Le indagini proseguono serrate, al momento non sappiamo nemmeno l’ora a cui possa essere avvenuto il fatto. Tra le ipotesi c’è quella di un investimento da parte di un’auto pirata ma è presto: le indagini sono in corso».

[LASTAMPA.it]
Reblog this post [with Zemanta]

6 ago 2009

Da 15 anni senza luce né benzina Il «segreto» di un ingegnere di Ischia  - Il Mattino


ISCHIA (6 agosto) - Da quindici anni ha disdetto il contratto di fornitura elettrica e fa a meno dellabenzina per la sua auto. Nei giorni del caro carburante l'ingegnere ambientalista che promette di far sparire il petrolio dalla vita dei suoi concittadini vive a Barano d'Ischia, uno dei Comuni dell'isola del golfo di Napoli. Di sè, Agostino De Siano nel presentarsi dice: «Sono l'ingegnere che farà scomparire la necessità di usare il petrolio visto che per me è già scomparso».

La trovata che gli consente di essere autosufficiente dal punto di vista energetico è un impianto innovativo che garantisce l'energia alla propria abitazione. Per gli spostamenti, invece, si serve di un' auto elettrica cui ha aggiunto dei pannelli solari.

«Sono pienamente autosufficiente sia dalla rete elettrica che dai petrolieri - spiega l'ingegnere - da 15 anni non ho l'energia elettrica, provvedendo con l'impianto ad energia fotovoltaica e con gli accumulatori. Negli ultimi anni ho anche, drasticamente, eliminato la necessità di approvvigionamento della fornitura di carburante utilizzando una macchina elettrica (che viene ricaricata anche con l'impianto fotovoltaico di casa, ndr). Il mio impianto - precisa l'ingegnere - è del tutto indipendente dal gestore di energia elettrica. In nessuna altra parte del mondo esiste un impianto del genere, da me progettato dopo anni di studio ed esperimenti. La sua particolarità è l'utilizzo di un ponte alimentato ad alta tensione da 300 volt continui a 220 volt alternata senza adoperare il comune trasformatore/elevatore, sia esso normale trasformatore a lamierino in silicio (o swithcing)».

«Il sistema da me adottato sulla vettura che utilizzo - aggiunge De Siano - fornisce completa autonomia per lo spostamento urbano e a media percorrenza, per quelli a lunga percorrenza sono già in fase di produzione veicoli commerciali e ad uso privato con batterie a litio che entreranno in vendita nei prossimi annì. E anche i costi - a sentire l'ingegnere - non sono improponibili per chi vuole abbracciare uno stile di vita alternativo: 'Il costo maggiore da sostenere - conclude l'Archimede dei nostri giorni - è quello per ottimi accumulatori per uso stazionario, ma un consumo di massa ridurrebbe ulteriormente il costo di questi accumulatori. Il costo complessivo di tutto l'impianto viene ammortizzato in 6/7 anni grazie all'azzeramento totale della bolletta per l'energia elettrica e all'azzeramento totale del combustibile da petrolio».

Il Mattino

28 mag 2009

Berlusconi: Idv rinuncia a mozione

Di Pietro: "Occorre informare il paese dell'attentato alla democrazia
e all'economia che sta portando avanti questo novello Nerone nostrano"


Idv non deposita mozione sfiducia non raggiunte le firme necessarie

Antonio Di Pietro

ROMA - L'Italia dei valori non depositerà la mozione di sfiducia nei confronti del premier Silvio Berlusconi a causa della mancanza delle 63 firme di deputati necessarie alla sua presentazione. Lo ha spiegato a Radio Radicale il deputato dell'Idv Francesco Barbato. L'iniziativa è stata lanciata da Antonio Di Pietro dopo il caso Mills. Casini: "Una baggianata". Per D'Alema "iniziativa senza senso".

L'Idv. "Solo per motivi tecnici verrà stoppata questa iniziativa - ha spiegato Barbato - mentre non si fermerà neanche per un minuto il nostro impegno a fianco dei cittadini per difendere i diritti dei cittadini e per contrastare le prevaricazioni, le prepotenze e l'arroganza di questo capo del governo e di questo suo schieramento. Noi stiamo facendo la vera opposizione in Parlamento, e fa bene Di Pietro ad alzare la voce e a dire che un premier non può permettersi di minacciare la libera informazione, al di là delle sue attività private di cui comunque un capo di governo deve dare sempre conto".

ANSA.it - TopNews

10 mag 2009

I misteri del papà di Noemi


Due lavori, nullatenente, tranne Berlusconi non lo conosce nessuno
GUIDO RUOTOLO
ROMA
E adesso si è tagliato anche il codino. Forse si è immedesimato nel ruolo di «amico», di «confidente», di «suggeritore» del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E, dunque, un look istituzionale è diventato d’obbligo. Benedetto Letizia, detto Elio, presidia la casa di Portici. Non c’è Noemi, l’oggetto dello scandalo, né Anna Palumbo, la moglie dalla quale anche formalmente voleva separarsi nel lontano 1997. E’ cordiale, risponde alle domande con cortesia. Anche se non dice nulla. E’ bravo, «il devotissimo», per dirla con Noemi, di Silvio Berlusconi. E’ uno di vecchio stampo, uno di quelli che non vede, non sente, non parla. Da una settimana sotto i riflettori, Elio non ha mai dato una briciola di notizia su di lui, sui suoi vecchi guai giudiziari, sulla sua amicizia con il presidente Berlusconi. Gioca di sponda, d’intesa con il presidente. Noemi aveva otto anni, quando papi Elio presentò l’istanza di separazione. Adesso, sembra acqua passata. In questi giorni di passione e di polemiche, lui è un padre premuroso, un marito perfetto che difende la famiglia. Il vero mistero di questa storia è la tempra di papi Elio.

Nel frullatore dell’informazione si è posto l’accento sui suoi guai giudiziari. Lui non si è mai difeso. E’ un mistero, questo. Fu arrestato, questo è sicuro, nel lontano 1993 per una storia di corruzione, di compravendita di licenze commerciali. In un Paese che sa tutto, non si riesce neppure a ricostruire la storia giudiziaria non di un Elio Letizia qualsiasi, ma dell’amico del presidente del Consiglio. Finì in carcere con il suo superiore, Giovanni De Vecchi, direttore dell’Ufficio Annona del Comune di Napoli. «Era lui, Benedetto Letizia, il dominus di quell’organizzazione criminale che aveva il controllo del mercato delle compravendite di licenze commerciali». Chi all’epoca lavorava alla Procura di Napoli ricorda bene quel «fascicolo», quella retata che diede poi vita ad altri arresti, compreso l’assessore all’Annona dell’epoca, Arcangelo Martino, ma che con l’«organizzazione Letizia» non aveva rapporti. In questi giorni, anche nel Palazzo di Giustizia, leggendo le cronache rosa, qualcuno ha cercato di capire che fine avesse fatto quell’inchiesta, quel processo.

Mistero. Adesso nei corridoi della Procura di Napoli quando ne parlano lo chiamano il «processo sfortunato»: «Deve essere stato condannato almeno in primo grado. Ma poi, in appello, ci deve essere stato una dichiarazione di nullità del decreto che disponeva il giudizio. Le carte potrebbero stare incredibilmente ancora al gip». Era lui, Elio Benedetto Letizia, il «dominus» dell’organizzazione criminale. Impiegato comunale, in questi anni ha subito tre sospensioni dal lavoro. Solo nel 2007 è stato riammesso a palazzo San Giacomo. Chi ha spulciato le sue dichiarazioni dei redditi, come «Italia Oggi», ha scoperto che nel 2005 Elio Letizia dichiarò 12.376 euro di reddito. E però si è scoperto che è socio di una profumeria-tabaccheria dal 1995, gli anni delle vicissitudini giudiziarie, e la moglie gestisce una edicola-cartoleria. Noemi, invece, ha già un appartamento intestato a lei. E che dire del Letizia politico navigato? Che addirittura dà indicazioni al premier Berlusconi di candidare alle Europee l’ex questore di Napoli, Franco Malvano, e Fulvio Martusciello, storico parlamentare e promotore di Forza Italia a Napoli (insieme al fratello Antonio).

Neppure Elio se l’è sentita di confermare la storiella di Silvio Berlusconi. Malvano ha fatto sapere di non averlo mai conosciuto; Martusciello ricorda di averlo conosciuto nella lontana campagna elettorale del 2000 nel quartiere di Secondigliano. Ma che poi ha perso le sue tracce. Del resto ha aspettato il comunicato di Palazzo Chigi per confermare che lui non è mai stato l’autista di Bettino Craxi, così come aveva raccontato subito Berlusconi. Sul suo passato politico, dichiaratamente socialista, nessun napoletano della stagione che fu ne ha ricordi. Neppure in casa socialdemocratica. E adesso che addirittura avrebbe questo ruolo di «suggeritore» in Forza Italia-Partito delle libertà, i leader locali del partito del premier fanno spallucce. Sì, Elio Benedetto Letizia è proprio un signor «Nessuno». Forse qualcuno lo conosce a Secondigliano, il quartiere di Napoli nel quale ha vissuto fino a due anni fa, quando poi la famiglia Letizia si è trasferita a Portici, comune alle porte di Napoli. E come su tutti i signor «Nessuno», non avendo un passato da ricordare, adesso girano storielle che non meritano neppure di essere raccontare. Ma la domanda rimane senza risposta: come e perché conobbe Berlusconi?

I misteri del papà di Noemi - LASTAMPA.it
Reblog this post [with Zemanta]

25 apr 2009

Napoli, Ucciso Candidato Alle Provinciali Dell'Udc - Yahoo! Notizie

0409_PARIS_Gomorra à ParisImage by kiki follettosa via Flickr

Napoli, 23 apr. (Adnkronos/Ign) - Una mano che emerge dalla sabbia, un cadavere crivellato di proiettili. E' di Giuseppe Landi, 46 anni, candidato alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale di Napoli per l'Udc, il cadavere ritrovato a Licola Mare, nel giuglianese (Napoli).

A riportare alla luce il corpo è stato il maltempo. Un passante ha rinvenuto il cadavere ed ha dato l'allarme.

La vittima gestiva anche un centro medico a Villaricca nel giuglianese. I familiari ne avevano denunciato ieri la scomparsa.

Con il ritrovamento del cadavere di Giuseppe Landi sale a 27 il numero delle persone uccise nel napoletano dall'inizio dell'anno. Sono già sei gli omicidi ad aprile.

Napoli, Ucciso Candidato Alle Provinciali Dell'Udc - Yahoo! Notizie
Reblog this post [with Zemanta]