20 feb 2009

Lettera di invito a presentare le dimissioni da inviare a silvio

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le scrivo per invitarla a rassegnare in via immediata le Dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri, e portare quindi il Paese a nuove elezioni. Ieri, l'ennesima goccia. L'avvocato Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per Corruzione in Atti Giudiziari. Corruzione. E' stato Corrotto. Con 600 mila dollari. Entro 90 giorni capiremo meglio la sua posizione, caro Presidente. Per ora sappiamo che la sua Fininvest/Mediaset, ha sborsato questo denaro all'avvocato inglese perché "affermasse il falso o tacesse" nei processi "All Iberian" e "Guardia di Finanza", che la vedevano imputato per corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito. Perché quindi lei ne traesse vantaggio, ne uscisse pulito nel modo più meschino possibile: importa relativamente poco se la mazzetta intascata da Mills sia emersa dal suo portafoglio, o dal Previti di turno. Inoltre, e ciò aggrava il quadro generale, lei ha deriso ed umiliato la Costituzione Italiana mediante il Lodo Alfano, estrapolandosi dal sistema legislativo nazionale e fuggendo dall'esito di questo ed altri processi, passati e futuri. Fuggendo da una quasi certa Condanna di Colpevolezza. Condotta che lei persegue da tempo, con altri "bunker" dichiarati incostituzionali, con l'infinita serie di depenalizzazioni ad hoc, di riduzioni dei termini per la prescrizione, di mutazioni dell'ordinamento ad immagine e somiglianza delle sue esigenze giudiziarie. Nemmeno il giudizio della Consulta sull'ovvia incostituzionalità del Lodo la spaventa: qualora i muri del Bunker Alfano crollassero, solo un processo nuovo di zecca, lungo, macchinoso e che finirà in prescrizione matematica, potrà giudicarla per il reato di Corruzione/Mills.Feb 2009



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18 feb 2009

Napoli affari

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MILANO - L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dai giudici del Tribunale di Milano.Napoli affari, Feb 2009



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8 feb 2009

Un TAGlio e via « TerradiConfine

I fatti sono due. Quello reale e quello virtuale; quello serio e importante, e quello futile e mediatico.

Partiamo con quello reale, serio, importante. Retata anticamorra a Torre del Greco; gli studenti del liceo classico situato di fronte alla caserma dei carabinieri protagonisti dell’episodio interrompono le lezioni, si affacciano alla finestra, e dedicano a quei carabinieri un applauso lungo dieci minuti, mentre sotto i loro occhi sfilano i quindici arrestati. LaRepubblica dedica, sul suo sito internet, un ampio spazio all’episodio, allegando all’articolo un bel reportage fotografico. È un segnale di speranza, si legge, che i giovani abitanti della “terra di Gomorra” mostrino così, a viso aperto ed in modo spontaneo, la loro riluttanza e la loro avversione al sistema-camorra che attanaglia il nostro territorio. E lo si legge tra le righe, nell’articolo de LaRepubblica; lo si legge nei commenti dei lettori; lo si legge su Facebook.

E veniamo al fatto virtuale, futile e mediatico.

Breve premessa per i neofiti: su Facebook, nuova frontiera della comunicazione, proliferano i gruppi di utenti che s’incontrano, virtualmente, s’intende, attorno ad una comune passione, ad un interesse, al piatto preferito, al credo religioso, alla star di Hollywood; di Facebook, tra l’altro, fanno sempre più largo uso autorevoli personalità del mondo politico per raccogliere consensi, sentirsi vicini alla gente, far circolare notizie, trovare nuovi e più ampi spazi di propaganda; non mancano, su Facebook, iniziative promosse da utenti singoli o dai suddetti gruppi, per raccogliere adesioni -sempre virtuali, eh!- attorno a progetti, campagne di informazione, cose così. Uno strumento utile, se usato bene. Se usato, appunto, come mezzo e non come fine.

Premesso ciò, il fatto. Circola su Facebook la notizia della “pubblicazione” di un “gruppo” di solidarietà agli studenti di Torre del Greco. L’iniziativa è “taggarsi” accanto a loro, nella foto pubblicata da LaRepubblica, “per risultare anche tu al fianco degli studenti anticamorra di Torre del Greco!” Per la cronaca, “taggarsi” vuol dire inserire il proprio nome tra quelli dei protagonisti della foto in questione. Un gesto simbolico, certo. Un modo per far girare la notizia, certo.

L’iniziativa, dal titolo eloquente “Dai un TAGlio alla Camorra”, è promossa e pubblicizzata dal Presidente del Consiglio Comunale di Napoli Leonardo Impegno. Eccolo qua, l’uso di Facebook secondo le menti illuminate della politica nostrana. Per vincere la Camorra, un gruppo su un sito internet, e passa la paura. Da parte di un’istituzione che, forse, dovrebbe spenderle nella vita reale, le sue energie. Non risulta che i boss della “terra di Gomorra” abbiano fatto uso del web, per reclutare proseliti o sporcarsi le mani di sangue. Però è sulla rete che bisogna combatterli.

Si potrà obiettare che un’iniziativa del genere è un modo per “sensibilizzare” una platea vasta come quella che fa uso di internet. A me pare piuttosto che la mania di divulgare notizie ed informazioni, in modo talvolta marcatamente populista, non faccia altro che rendere inflazionati quei problemi che avrebbero bisogno di una risoluzione reale e concreta. Lo strumento mediatico è importante, purché sia veicolo di iniziative materiali. Se il signor Impegno volesse promuovere una manifestazione fisica contro la Camorra, troverebbe negli studenti campani, ed in larga parte della popolazione, un appoggio più che valido. Forse, però, un centinaio di iscritti al gruppo su Facebook basteranno a sancire l’ottimo risultato dell’iniziativa presidenziale. Impegno più che sufficiente.

giulia


TerradiConfine

4 feb 2009

Sbarramento al 4% è legge.


Martedì sera la Camera ha approvato con 517 voti favorevoli, tre astenuti e 22 contrari la riforma della legge elettorale per le europee. Hanno votato a favore tutti i partiti tranne Mpa e radicali. Ora il provvedimento passa al Senato. Subito dopo il voto, Veltroni a Montecitorio ha incontrato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, e il coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini. Dopo aver stretto loro la mano, Veltroni ha detto: «Almeno siamo riusciti a fare una cosa insieme in questa legislatura».
PROTESTE - In precedenza proteste, polemiche e lancio di volantini avevano agitato l'Aula quando Montecitorio aveva approvato l'emendamento che conteneva lo sbarramento del 4% con 487 sì, 29 no e sei astenuti. La seduta della Camera, iniziata nel primo pomeriggio, era stata sospesa poco dopo (e poi ripresa) per la protesta di un gruppo di ex parlamentari che, dalla tribuna loro riservata, hanno lanciato volantini ... gridando «democrazia, democrazia» e «libertà, libertà», contro l’intesa Pd-Pdl sulla riforma elettorale per le europee. Ancora prima della seduta, infatti, il gruppo del Partito democratico di Montecitorio ha votato a favore dell'accordo con la maggioranza proprio sulla soglia di sbarramento al 4% che espone i "piccoli" al pericolo di scomparire anche dall'Europarlamento. Gli ex parlamentari (tra loro Bobo Craxi, Paolo Cento, Mauro Del Bue, Riccardo Nencini, Loredana De Petris e Grazia Francescato) sono arrivati nella tribuna loro riservata all'inizio della seduta, e hanno iniziato a protestare, lanciando volantini che sono piovuti copiosamente letteralmente sulla testa del presidente Gianfranco Fini che ha subito ordinato la loro espulsione. I volantini raffigurano Berlusconi nei panni di Totò con una mazzetta di soldi in mano e la scritta: «Legge Truffa '09. regia di Veltrusconi». A quel punto il presidente della Camera ha sospeso i lavori dell'Assemblea. In mattinata i "piccoli" avevano manifestato anche al Quirinale contro la proposta di modifica della legge elettorale per le europee.
«LA FRAMMENTAZIONE È UN DISVALORE» - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a chi invocava il suo intervento per fermare l’introduzione dello sbarramento al 4% limitandosi a «osservare», in una lettera trasmessa ai componenti del Comitato per la democrazia, «che l’introduzione di una soglia di sbarramento è presente nella legge elettorale nazionale fin dal 1993 e in leggi elettorali europee di molti Paesi e che un'eccessiva frammentazione della rappresentanza politica può in linea generale costituire un disvalore al pari di una sua eccessiva compressione, che possa sacrificare significative, essenziali espressioni del pluralismo politico».
SÌ DEL PD SENZA D'ALEMA - Ai "piccoli" non piace il sì del Pd all'accordo con la maggioranza. Un via libera non unanime, in realtà quello dell'assemblea del Pd: al voto non ha partecipato Massimo D’Alema, che ha lasciato l'assemblea del gruppo a più di un’ora dalla fine. «Non sono intervenuto e vado via perché ho un impegno», ha detto l'ex ministro interpellato dai cronisti. Hanno votato "no" Arturo Parisi e altri tre deputati «ulivisti» della sua area (Mario Barbi, Antonello La Forgia e Fausto Recchi). E si sono astenuti Gianni Cuperlo e Barbara Pollastrini.
L'«AMAREZZA» DI VELTRONI - Pur soddisfatto per l'esito della votazione, il leader dei democratici non ha nascosto un certo rammarico per le perplessità espresse circa la modifica della legge elettorale da alcuni esponenti del Pd. «Ho provato una certa amarezza nel leggere in questi giorni posizioni e dichiarazioni inaspettate»: così il segretario del Partito democratico ha iniziato il suo intervento - come riferisce chi era presente alla riunione - a chiusura della lunga assemblea del gruppo democratico alla Camera. Il leader dei democratici si riferisce alle interviste di questi giorni di vari esponenti del Pd, come Enrico Letta, Pierluigi Bersani e anche Massimo D'Alema, che hanno espresso le loro perplessità sull'accordo. Poi, una stilettata diretta, ma senza farne il nome, proprio a D'Alema: «Mi chiedo come si fa a sostenere l'articolo 49 della Costituzione e poi sostenere il modello elettorale tedesco, che prevede una soglia di sbarramento del 5 per cento. Delle due l'una», ha osservato Veltroni, spiegando comunque che l'introduzione di una soglia di sbarramento nella legge elettorale europea «sarà utile al Paese, all'evoluzione del suo sistema politico, e anche alla Sinistra radicale».
REPLICA A GIORDANO - Il leader del Pd ha provato anche a sgombrare il campo dalle polemiche sollevate nei giorni scorsi dall'ex segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano. «Ho letto le ultime dichiarazioni di Giordano che accusa il Pd di aver siglato un accordo su una legge "salva Walter". Ma si dà il caso che proprio Giordano fosse venuto nella mia stanza al Pd, insieme ad altri, a chiedermi di lavorare per l'introduzione della soglia di sbarramento al 4 per cento, dicendomi che loro non potevano dirlo pubblicamente. Poi, ora che c'è stata la scissione in Rifondazione dicono il contrario».
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Pd, Economist: "Scuola di scandali"

Reportage su questione morale

"Scuola di scandali": con questo titolo, in italiano, l'Economist in edicola domani si occupa della sinistra italiana, scossa dalla questione morale. Per il settimanale britannico i fatti di Napoli impartiscono "una triste lezione, che gli scandali non sono un'esclusiva della destra". "Dalla fine di novembre, politici di centrosinistra sono finiti sotto indagine, o persino arrestati, in sette altre città e regioni", aggiunge il giornale.

Per l'Economist, ''il solo beneficiario degli scandali è Berlusconi, che si è trovato nella nuova posizione di poter parlare in maniera credibile e censoria di una "questione morale" che i suoi avversari devono affrontare. Il loro imbarazzo gli dà più che un vantaggio a breve termine. Berlusconi ha segnalato che la sua principale iniziativa nel 2009 sarà una riforma della giustizia, che secondo i critici ostacolerà i magistrati che lo hanno perseguito per oltre 15 anni. Per far passare questi cambiamenti controversi, Berlusconi deve appropriarsi del ruolo di titolare della moralità. Grazie alla sinistra, forse per la prima volta nella sua lunga e tempestosa carriera politica, ha ora la possibilità di farlo''.


Cittadini giornalisti