8 feb 2009

Un TAGlio e via « TerradiConfine

I fatti sono due. Quello reale e quello virtuale; quello serio e importante, e quello futile e mediatico.

Partiamo con quello reale, serio, importante. Retata anticamorra a Torre del Greco; gli studenti del liceo classico situato di fronte alla caserma dei carabinieri protagonisti dell’episodio interrompono le lezioni, si affacciano alla finestra, e dedicano a quei carabinieri un applauso lungo dieci minuti, mentre sotto i loro occhi sfilano i quindici arrestati. LaRepubblica dedica, sul suo sito internet, un ampio spazio all’episodio, allegando all’articolo un bel reportage fotografico. È un segnale di speranza, si legge, che i giovani abitanti della “terra di Gomorra” mostrino così, a viso aperto ed in modo spontaneo, la loro riluttanza e la loro avversione al sistema-camorra che attanaglia il nostro territorio. E lo si legge tra le righe, nell’articolo de LaRepubblica; lo si legge nei commenti dei lettori; lo si legge su Facebook.

E veniamo al fatto virtuale, futile e mediatico.

Breve premessa per i neofiti: su Facebook, nuova frontiera della comunicazione, proliferano i gruppi di utenti che s’incontrano, virtualmente, s’intende, attorno ad una comune passione, ad un interesse, al piatto preferito, al credo religioso, alla star di Hollywood; di Facebook, tra l’altro, fanno sempre più largo uso autorevoli personalità del mondo politico per raccogliere consensi, sentirsi vicini alla gente, far circolare notizie, trovare nuovi e più ampi spazi di propaganda; non mancano, su Facebook, iniziative promosse da utenti singoli o dai suddetti gruppi, per raccogliere adesioni -sempre virtuali, eh!- attorno a progetti, campagne di informazione, cose così. Uno strumento utile, se usato bene. Se usato, appunto, come mezzo e non come fine.

Premesso ciò, il fatto. Circola su Facebook la notizia della “pubblicazione” di un “gruppo” di solidarietà agli studenti di Torre del Greco. L’iniziativa è “taggarsi” accanto a loro, nella foto pubblicata da LaRepubblica, “per risultare anche tu al fianco degli studenti anticamorra di Torre del Greco!” Per la cronaca, “taggarsi” vuol dire inserire il proprio nome tra quelli dei protagonisti della foto in questione. Un gesto simbolico, certo. Un modo per far girare la notizia, certo.

L’iniziativa, dal titolo eloquente “Dai un TAGlio alla Camorra”, è promossa e pubblicizzata dal Presidente del Consiglio Comunale di Napoli Leonardo Impegno. Eccolo qua, l’uso di Facebook secondo le menti illuminate della politica nostrana. Per vincere la Camorra, un gruppo su un sito internet, e passa la paura. Da parte di un’istituzione che, forse, dovrebbe spenderle nella vita reale, le sue energie. Non risulta che i boss della “terra di Gomorra” abbiano fatto uso del web, per reclutare proseliti o sporcarsi le mani di sangue. Però è sulla rete che bisogna combatterli.

Si potrà obiettare che un’iniziativa del genere è un modo per “sensibilizzare” una platea vasta come quella che fa uso di internet. A me pare piuttosto che la mania di divulgare notizie ed informazioni, in modo talvolta marcatamente populista, non faccia altro che rendere inflazionati quei problemi che avrebbero bisogno di una risoluzione reale e concreta. Lo strumento mediatico è importante, purché sia veicolo di iniziative materiali. Se il signor Impegno volesse promuovere una manifestazione fisica contro la Camorra, troverebbe negli studenti campani, ed in larga parte della popolazione, un appoggio più che valido. Forse, però, un centinaio di iscritti al gruppo su Facebook basteranno a sancire l’ottimo risultato dell’iniziativa presidenziale. Impegno più che sufficiente.

giulia


TerradiConfine

4 feb 2009

Sbarramento al 4% è legge.


Martedì sera la Camera ha approvato con 517 voti favorevoli, tre astenuti e 22 contrari la riforma della legge elettorale per le europee. Hanno votato a favore tutti i partiti tranne Mpa e radicali. Ora il provvedimento passa al Senato. Subito dopo il voto, Veltroni a Montecitorio ha incontrato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, e il coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini. Dopo aver stretto loro la mano, Veltroni ha detto: «Almeno siamo riusciti a fare una cosa insieme in questa legislatura».
PROTESTE - In precedenza proteste, polemiche e lancio di volantini avevano agitato l'Aula quando Montecitorio aveva approvato l'emendamento che conteneva lo sbarramento del 4% con 487 sì, 29 no e sei astenuti. La seduta della Camera, iniziata nel primo pomeriggio, era stata sospesa poco dopo (e poi ripresa) per la protesta di un gruppo di ex parlamentari che, dalla tribuna loro riservata, hanno lanciato volantini ... gridando «democrazia, democrazia» e «libertà, libertà», contro l’intesa Pd-Pdl sulla riforma elettorale per le europee. Ancora prima della seduta, infatti, il gruppo del Partito democratico di Montecitorio ha votato a favore dell'accordo con la maggioranza proprio sulla soglia di sbarramento al 4% che espone i "piccoli" al pericolo di scomparire anche dall'Europarlamento. Gli ex parlamentari (tra loro Bobo Craxi, Paolo Cento, Mauro Del Bue, Riccardo Nencini, Loredana De Petris e Grazia Francescato) sono arrivati nella tribuna loro riservata all'inizio della seduta, e hanno iniziato a protestare, lanciando volantini che sono piovuti copiosamente letteralmente sulla testa del presidente Gianfranco Fini che ha subito ordinato la loro espulsione. I volantini raffigurano Berlusconi nei panni di Totò con una mazzetta di soldi in mano e la scritta: «Legge Truffa '09. regia di Veltrusconi». A quel punto il presidente della Camera ha sospeso i lavori dell'Assemblea. In mattinata i "piccoli" avevano manifestato anche al Quirinale contro la proposta di modifica della legge elettorale per le europee.
«LA FRAMMENTAZIONE È UN DISVALORE» - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a chi invocava il suo intervento per fermare l’introduzione dello sbarramento al 4% limitandosi a «osservare», in una lettera trasmessa ai componenti del Comitato per la democrazia, «che l’introduzione di una soglia di sbarramento è presente nella legge elettorale nazionale fin dal 1993 e in leggi elettorali europee di molti Paesi e che un'eccessiva frammentazione della rappresentanza politica può in linea generale costituire un disvalore al pari di una sua eccessiva compressione, che possa sacrificare significative, essenziali espressioni del pluralismo politico».
SÌ DEL PD SENZA D'ALEMA - Ai "piccoli" non piace il sì del Pd all'accordo con la maggioranza. Un via libera non unanime, in realtà quello dell'assemblea del Pd: al voto non ha partecipato Massimo D’Alema, che ha lasciato l'assemblea del gruppo a più di un’ora dalla fine. «Non sono intervenuto e vado via perché ho un impegno», ha detto l'ex ministro interpellato dai cronisti. Hanno votato "no" Arturo Parisi e altri tre deputati «ulivisti» della sua area (Mario Barbi, Antonello La Forgia e Fausto Recchi). E si sono astenuti Gianni Cuperlo e Barbara Pollastrini.
L'«AMAREZZA» DI VELTRONI - Pur soddisfatto per l'esito della votazione, il leader dei democratici non ha nascosto un certo rammarico per le perplessità espresse circa la modifica della legge elettorale da alcuni esponenti del Pd. «Ho provato una certa amarezza nel leggere in questi giorni posizioni e dichiarazioni inaspettate»: così il segretario del Partito democratico ha iniziato il suo intervento - come riferisce chi era presente alla riunione - a chiusura della lunga assemblea del gruppo democratico alla Camera. Il leader dei democratici si riferisce alle interviste di questi giorni di vari esponenti del Pd, come Enrico Letta, Pierluigi Bersani e anche Massimo D'Alema, che hanno espresso le loro perplessità sull'accordo. Poi, una stilettata diretta, ma senza farne il nome, proprio a D'Alema: «Mi chiedo come si fa a sostenere l'articolo 49 della Costituzione e poi sostenere il modello elettorale tedesco, che prevede una soglia di sbarramento del 5 per cento. Delle due l'una», ha osservato Veltroni, spiegando comunque che l'introduzione di una soglia di sbarramento nella legge elettorale europea «sarà utile al Paese, all'evoluzione del suo sistema politico, e anche alla Sinistra radicale».
REPLICA A GIORDANO - Il leader del Pd ha provato anche a sgombrare il campo dalle polemiche sollevate nei giorni scorsi dall'ex segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano. «Ho letto le ultime dichiarazioni di Giordano che accusa il Pd di aver siglato un accordo su una legge "salva Walter". Ma si dà il caso che proprio Giordano fosse venuto nella mia stanza al Pd, insieme ad altri, a chiedermi di lavorare per l'introduzione della soglia di sbarramento al 4 per cento, dicendomi che loro non potevano dirlo pubblicamente. Poi, ora che c'è stata la scissione in Rifondazione dicono il contrario».
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Pd, Economist: "Scuola di scandali"

Reportage su questione morale

"Scuola di scandali": con questo titolo, in italiano, l'Economist in edicola domani si occupa della sinistra italiana, scossa dalla questione morale. Per il settimanale britannico i fatti di Napoli impartiscono "una triste lezione, che gli scandali non sono un'esclusiva della destra". "Dalla fine di novembre, politici di centrosinistra sono finiti sotto indagine, o persino arrestati, in sette altre città e regioni", aggiunge il giornale.

Per l'Economist, ''il solo beneficiario degli scandali è Berlusconi, che si è trovato nella nuova posizione di poter parlare in maniera credibile e censoria di una "questione morale" che i suoi avversari devono affrontare. Il loro imbarazzo gli dà più che un vantaggio a breve termine. Berlusconi ha segnalato che la sua principale iniziativa nel 2009 sarà una riforma della giustizia, che secondo i critici ostacolerà i magistrati che lo hanno perseguito per oltre 15 anni. Per far passare questi cambiamenti controversi, Berlusconi deve appropriarsi del ruolo di titolare della moralità. Grazie alla sinistra, forse per la prima volta nella sua lunga e tempestosa carriera politica, ha ora la possibilità di farlo''.


Cittadini giornalisti

25 gen 2009

Campania/Giunta: Bassolino Scrive a Berlusconi Per Crisi Auto

Antonio BassolinoImage via Wikipedia(ASCA) - Napoli, 24 gen - Il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ''sulla situazione del settore auto in Campania per affrontare nel modo migliore la grave crisi che sta investendo gli stabilimenti Fiat della Campania e le drammatiche difficolta' che vivono i lavoratori''. Bassolino spiega che ''la FMA di Pratola Serra (AV), con circa 2000 dipendenti, e' stata gia' interessata da oltre 16 settimane di CIG nel 2008. Con la conclusione della commessa GM per la produzione di motori per Opel verra' meno un terzo della produzione complessiva (oltre 100.000 motori). Ad oggi si prevedono non piu' di 3 o 4 mesi di lavoro e di produzione per l'intero 2009. La Fiat di Pomigliano d'Arco, che pure ha visto circa 5000 dipendenti impegnati in un importante piano di riqualificazione, ha vissuto gravi difficolta' che si sono ulteriormente aggravate nell'ultima fase per il venir meno della produzione dei modelli Bravo e per le declinanti prospettive di mercato della 147. Ad oggi, per tutto il 2009, e' previsto un utilizzo degli stabilimenti per non oltre 2-3 mesi. L'unico stabilimento dove non vi e' ricorso alla CIG e' l'IRISBUS (ex IVECO) di Grottaminarda (AV), con circa 900 dipendenti, grazie a commesse pubbliche per la produzione di autobus''
yahoo! Notizie
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19 gen 2009

Dopo il rimpasto primo Consiglio nel caos Iervolino: rivedere contratto con Romeo

NAPOLI (19 gennaio) - Sospesa per dieci minuti la seduta del Consiglio comunale di Napoli, dove il sindaco Rosa Russo Iervolino ha presentato la sua nuova giunta. Raggiunto il numero legale: 34 presenze su 61. Nella sua relazione, il sindaco ha parlato dei rapporti del Comune con la Romeo e della bufera giudiziaria che ha coivolto la sua giunta.

Sospesa la seduta. Il presidenente del Consiglio comunale Impegno ha deciso di interrompere per 10 minuti il Consiglio quando, al termine della relazione del sindaco (leggi il testo) Rosa Russo Iervolino, il consigliere del Pd Salvatore Guerriero si è alzato in piedi invitando il presidente del Consiglio comunale a far togliere lo striscione esposto dall'inizio della seduta dai consiglieri del centrodestra in cui è scritto «Liberiamo Napoli». «Questo non è lo stadio» ha detto il presidente del Consiglio comunale Leonardo Impegno.

Raggiunto il numero legale. Alla prima verifica del numero legale, chiesta da Vincenzo Moretto per An, il Consiglio comunale ha fatto registrare 34 presenze su 61 consiglieri. Oltre a tutti gli esponenti del centro destra hanno abbandonato l'aula Gaetano Sannino dei Comunisti Italiani, Francesco Moxedano del Pd ed i due consiglieri di Italia dei Valori.

Le tensioni del Pd scaricate sulla mia amministrazione.
«A Napoli si è aperta una discussione sul futuro dell'amministrazione comunale, in buona parte sincera e in buona strumentale, perchè si sono scaricate su di essa tensioni che riguardano in realtà altri organi istituzionali, tensioni fra i partiti della maggioranza e tensioni interne al mio stesso partito». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino leggendo la sua relazione di apertura del Consiglio comunale. «Il sindaco -ha aggiunto la Iervolino- ha cercato, per quanto ha potuto e saputo, di conciliare al meglio il rispetto di questo dibattito con l'autonomia che la legge gli impone e con la necessità di non far mancare il governo alla città in un momento certamente non facile, non solo per Napoli ma per tutto il Paese».

Sono rimasta per la Napoli onesta.
«La Napoli onesta e di sentimenti nobili esiste davvero: consolidiamola e facciamola emergere. Recuperiamo il senso alto e vero della politica, quello che spesso correntemente si autofedinisce politica è tutt'altra cosa ben più noiosa e misera. Non c'è alcuna enfasi nelle mie parole; ci credo davvero. È questo il motivo che mi ha indotto a rimanere superando critiche anche motivate e cattiverie ingiuste, ma facendo quello che credo essere semplicemente il mio dovere: adempiere al mandato popolare cercando di fare ogni giorno meglio e di più».

Il sindaco parla della bufera giudiziaria. Il sindaco torna a parlare della bufera giudiziaria che ha coinvolto il Comune e ribadisce che quanto successo «ha riguardato esclusivamente le persone, non ha coinvolto l'Organo». Ricorda la sua esperienza al Governo, con l'allora presidente del Consiglio, «uno dei migliori», Giuliano Amato. Ricorda Tangentopoli e ministri inquisiti. «Quei ministri sono stati immediatamente sostituiti ed il Governo ha continuato il suo lavoro - ha detto il sindaco - era così allora ed è così adesso perchè, se ci sono stati tentativi personali, certamente gravi di creare condizioni di favore nei riguardi di un concorrente alla futura gara, resta il fatto innegabile che nessuna gara è stata intrapresa dall'Amministrazione». Il primo cittadino aggiunge anche che «in una situazione più calma il problema si sarebbe potuto risolvere rapidamente sostituendo immediatamente gli assessori e non coinvolgendo la città in una vicenda mediatica che anche all'estero, un pò per spettacolarizzazione, un pò per evitarsi la fatica di cercare informazioni precise, un pò perchè tutto ciò che riguarda Napoli viene per pregiudizio enfatizzato, non ha certo giovato alla città».

Il rapporto Comune-Romeo.
«Non possiamo dimenticare che siamo in regime contrattuale e che occorre non fare passi falsi per non esporsi ad azioni di risarcimento danni». Così il sindaco in merito ai rapporti del Comune con la società Romeo. «La Giunta -ha spiegato il primo cittadino- ha deciso di compiere una puntuale e accurata rivisitazione del contratto in essere per la manutenzione degli immobili comunali, al fine di verificare ogni eventuale ipotesi migliorativa giuridicamente possibile. Occorre poi realizzare un salto di qualità nei controlli che non dovranno essere più soltanto sporadici e cartacei, ma continui, ispettivi e puntuali».

Quanto alla contrattazione in corso per la riscossione delle contravvenzioni, la Iervolino ha aggiunto che «occorre ricordare che la Romeo è vincitrice della gara, ma al fine di dare un chiaro segnale di discontinuità verranno esaminate tutte le ipotesi possibili: dall'interruzione delle trattative alla ulteriore revisione della bozza di accordo già frutto di lunghi e forti contrasti per tutelare al massimo gli interessi del Comune».

Parleremo con i giornalisti quando avremo qualcosa da dire. «Senza voler soffocare il dibattito sulle idee e sui programmi, la discussione e l'approfondimento politico e culturale, la Giunta parlerà soprattutto quando ha qualcosa di già compiuto da annunciare, aiutando la stampa a trascurare l'inutile gossip politico per dare più spazio alle idee, ai problemi reali e alle realizzazione concrete». Il sindaco ha spiegato che «l'apertura dei 10 Urp (uffici relazione con il pubblico) già pronti» faciliterà il lavoro di comunicazione con i cittadini. Il primo cittadino ha definito ciò come «una panchina rimessa in sesto in un giorno, diventata un pò il simbolo del nuovo rapporto con la stampa».

Bagarre in aula.
Già pochi minuti dopo l'inizio, il primo Consiglio comunale del dopo-rimpasto è subito entrato nel vivo: grida e slogan da entrambe le coalizioni hanno animato la seduta. I consiglieri dell'opposizione di Forza Italia e Alleanza Nazionale hanno urlato in aula «Dimissioni!», esponendo cartelli con slogan: «Liberiamo Napoli, siete alla frutta». Altri cori dai banchi della maggioranza che chiamano «buffoni» i colleghi dell'opposizione.

Proteste anche da parte di un consigliere dei Comunisti italiani, Gaetano Sannino che ha esposto la bandiera palestinese interrompendo anche lui il Consiglio. Hanno protestato anche alcuni esponenti dell'Associazione dei consumatori che assistono al Consiglio come pubblico.

Proteste fuori al Maschio Angioino.
Associazioni, esponenti del Pdl e cittadini hanno inscenato delle proteste davanti al Maschio Angioino dove si svolgerà il consiglio comunale, nel corso del quale il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino presenterà la nuova giunta. Presso il gazebo del Pdl si raccolgono anche firme in favore delle dimissioni della Iervolino. La mobilitazione è partita ieri con una serie di iniziative per chiedere le dimissioni del sindaco.

La colletta. Una colletta per assicurare la liquidazione al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino: è una delle tante iniziative che oggi cittadini ed esponenti politici stanno mettendo in atto davanti al Maschio Angioino al fine di chiedere le dimissioni del primo cittadino di Napoli. L'idea della colletta è dell'associazione Noiconsumatori.

Il Mattino